FACCIAMOLO SUBITO

(Giornata mondiale contro la tratta di persone)

Senza dubbio, la tratta di esseri umani è uno dei crimini più odiosi contro l’umanità. L’aumento delle disuguaglianze, unito alla disperazione di milioni di persone vulnerabili, il tutto aggravato dalla crisi di Covid-19, fornisce alle reti di trafficanti di esseri umani il terreno perfetto per compiere uno dei più grandi ed efferati atti di sfruttamento sessuale o lavorativo. 

La maggior parte, più della metà, di tutte le vittime della tratta di esseri umani è costituita da persone provenienti da aree in via di sviluppo, in particolare da aree impoverite o, se del caso, da aree di guerra. In questo contesto, le reti di trafficanti a scopo di sfruttamento sessuale, che è senza dubbio il più abominevole di tutti, reclutano le loro vittime promettendo loro un futuro migliore quando, in realtà, è tutto un inganno per ottenere enormi profitti a costo di oggettivare e disumanizzare coloro che cadono nelle reti di trafficanti trattandoli come mera merce, come semplici oggetti di consumo «usa e getta». 

Secondo i dati dell’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine), la tratta di esseri umani, soprattutto a scopo di sfruttamento sessuale, continua a colpire soprattutto donne e ragazze (49% donne e 23% ragazze) e, in misura minore, uomini e ragazzi (21% uomini e 7% ragazzi). La cosa peggiore è che a due passi dalle nostre città, in pieno giorno e talvolta all’insaputa delle autorità, ci sono vittime della tratta che vengono sistematicamente sfruttate fino allo sfinimento, con il silenzio complice di chi potrebbe impedirlo se ne avesse davvero la volontà. Un silenzio che, inoltre, contribuisce a continuare a stigmatizzare, individuare e criminalizzare le vittime come responsabili di un crimine di cui non sono mai colpevoli.

Nessuna vittima si trova in una rete di tratta di esseri umani di sua spontanea volontà. Tendiamo a non voler distinguere tra «consenso» e «volontà» senza pensare che, in situazioni di estremo bisogno, minacce di morte o pressioni ambientali, una persona può accettare e, quindi, «acconsentire» a vendere il proprio corpo come oggetto di piacere sessuale o a lavorare senza sosta in condizioni di schiavitù ma, al contrario, non pensiamo mai che, senza quelle circostanze che la pongono in una situazione di estremo bisogno o vulnerabilità, non lo farebbe mai volontariamente. Pertanto, nessuno vuole essere vittima di sfruttamento sessuale o lavorativo. Basta con la criminalizzazione e la colpevolizzazione di vittime il cui unico «crimine» è stato quello di vivere in zone dove la fame o la guerra sono diffuse. Basta con le bugie. 

Nonostante gli sforzi per combattere la tratta di esseri umani, le reti di trafficanti godono ancora di una diffusa impunità, sia nei Paesi di origine, dove avviene il reclutamento, sia in quelli di destinazione, dove vengono sfruttati per pagare un «debito» che non smette di aumentare di giorno in giorno. La richiesta a tutti i governi di tutte le nazioni è chiara: porre fine alla tratta di esseri umani, per qualsiasi scopo e ovunque abbia luogo nel mondo. 

Non dimentichiamo che la tratta di esseri umani è un attacco all’inviolabile dignità umana di ogni persona, una violazione dei diritti umani delle vittime e, per questo, un crimine contro l’umanità che deve essere perseguito fino in fondo. 

Gli esseri umani non sono oggetti di consumo, non sono merce, né possono essere sottoposti al giogo della schiavitù sessuale, lavorativa o di qualsiasi altro tipo. Gli esseri umani non si comprano né si vendono.

Perché la vita e la dignità umana non hanno prezzo. 

Poniamo fine alla tratta di esseri umani. 

Facciamolo subito.